Unicum / Opus

di Monaldi&Sorti

Doppio finale (due romanzi in un solo volume) per una saga in sette romanzi, che rispecchia i sette vizi capitali. In “Unicum” siamo nella Roma del 1670. Dopo la morte di papa Clemente IX il Sacro Collegio è riunito in conclave nella gelida Cappella Sistina, quando la notizia di un raccapricciante attentato durante la messa a Santa Maria Maggiore semina sconcerto e sospetto. Fuori dalle mura vaticane, intanto, decine di bambini svaniscono nel nulla. L’abate Atto Melani, conclavista al seguito dei porporati francesi, è deciso a muovere i fili dell’elezione papale. Ma tra manovre segrete, fazioni cardinalizie, doppi giochi e tranelli, ogni passo apre un’ombra nuova, e nulla andrà secondo i piani in uno dei conclavi più lunghi e oscuri della Storia. Tutto ciò si legge nel 1734 con gli occhi di due timide guardarobiere del castello di Sceaux, cuore mondano e intellettuale della nobiltà francese. È appena giunto un traduttore fiammingo a cercare risposta alle sue domande: porta con sé l’enigmatico manoscritto che narra il conclave vissuto in prima persona da Atto e dal suo famiglio. Alcune pagine decisive, però, sembrano inspiegabilmente scomparse… Grazie a scoperte d’archivio in Italia, Francia e Svezia, e lettere di Atto finora inesplorate, “Unicum” mostra il rovescio di “Opus” per trascinare il lettore in una sciarada narrativa tra la Roma dei Papi e il secolo di Voltaire, e scavare nelle radici inconfessabili dell’oggi.

In “Opus” invece si parte dalla Parigi del 1912. Il vecchio Anatole France è chiuso nel suo studiolo lungo la Senna, tra pile di libri polverosi, quando nella sua vita irrompe, di nuovo, l’abate Atto Melani. Un nome che lo riporta a qualcosa di terribile: un delitto commesso in gioventù, che Anatole ha tentato in ogni modo di dimenticare. Costretto a fare i conti una volta per tutte col passato, lo scrittore torna sul luogo del delitto: l’Italia. Deve ricomporre, come in un mosaico, le spiazzanti scoperte dell’abbé durante il conclave del 1670: segreti internazionali che allungano le loro ombre sul presente e sui venti di guerra giunti a infettare la vecchia Europa… Fondato su autentici tesori dissepolti dagli archivi, “Opus” rovescia la prospettiva di “Unicum” tra azione, mistero e graffiante ironia. Da Cristina di Svezia a Theodore Roosevelt, passando per Robespierre, il potere politico cambia volto, le sue velleità “messianiche” no.

Grazie a scoperte d’archivio in Italia, Francia e Svezia, e lettere di Atto finora inesplorate, “Unicum” mostra il rovescio di “Opus” per trascinare il lettore in una sciarada narrativa tra la Roma dei Papi e il secolo di Voltaire, e scavare nelle radici inconfessabili dell’oggi. In fondo ad entrambi i romanzi un ricchissimo e appassionante apparato di note aiuta il lettore ad approfondire questioni ed enigmi incontrati lungo il racconto

Rizzoli – pp. 1280

 22,00

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